Di seguito la recente sentenza della Cassazione anticipata da un commento esaustivo dell’ Avv. Dario Seminara del foro di Catania.


L’ordinanza del S.C. n. 29819 depositata in data 18.11.19 merita ampio risalto. Nel caso sottoposto all’esame della Cassazione, il Tribunale aveva negato il diritto al rimborso delle spese per la consulenza tecnica di parte, perché la parte richiedente aveva depositato una fattura pro-forma, e quindi non aveva provato l’effettivo previo esborso delle somme oggetto di richiesta di condannatorio.
Accogliendo il ricorso, il S.C. conferma il principio -pacifico- per cui la consulenza tecnica di parte ha natura di allegazione difensiva tecnica, donde rientra tra le spese che la parte vittoriosa ha diritto di vedersi rimborsate ex art. 91 c.p.c.. (Sul punto, v. anche Cass. 25 novembre 1975, n. 3946; Cass. 16 giugno 1990, n. 6956; Cass. 03.01.13 n. 84).

Precisa però la S.C. che tra le spese processuali che la parte soccombente è tenuta a rimborsare rientrano non solo quelle effettivamente già sostenute dalla parte vittoriosa, ma anche quelle dalla medesima ancora dovute, sebbene, all’atto della condanna in suo favore, essa non ne abbia ancora compiuto il pagamento (così, in termini, Cassazione civile, 22/03/1984, n. 1907). Il principio è di evidente giustezza: del resto, anche per la condanna alle spese legali non è dal Giudice richiesto il deposito della fattura quietanzata dell’avvocato! E, in genere, ben è ammesso il risarcimento di spese future (anche per protesi mediche), quando è verosimile che esse debbano esser sostenute. Dal punto di vista probatorio, quindi, può dirsi assolto l’onere del richiedente col deposito anche di una fattura pro-forma del suo consulente medico legale.

Piuttosto che processuale -avverte la Cassazione nel fermo in commento-, la questione è semmai sostanziale: stante che, ex art. 92/1 c.p.c., “il giudice può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice, se le ritiene eccessive o superflue”. A questo punto, se ammessa è la produzione anche di una semplice fattura pro-forma, coerente si ritiene che quivi il Consulente Tecnico evidenzi analiticamente la sua attività, ancorandone il costo a parametri in uso (ad esempio, il Tariffario SISMILA 2017 indica, per onorario per prestazioni professionali medico legali in ambito di Contenzioso Giudiziario per Responsabilità Sanitaria un onorario compreso tra euro 2.000 e 20.000: una richiesta espressa all’interno di questo range, per un’attività fondante l’azione risarcitoria siccome esperita dal legale della parte, non dovrebbe esser ritenuta eccessiva o superflua).

Avv. Dario Seminara

https://www.sismla.org/wp-content/uploads/2019/11/sentenza-cassazione-29819.pdf

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