In data 15.05.11, alle ore 00:30, i coniugi che con (poca)  fantasia chiameremo Samaritani,  percorrevano la statale 121  Paternò /  Catania, quando  si accorsero di un’autovettura ferma  perché incidentata. I Samaritani, stanti le loro specifiche competenze (operatrice socio-sanitario la moglie e operatore di protezione civile il marito), decisero di arrestare la marcia:  così che, indossato il gilet giallo per l’uso proprio, potessero  soccorrere i feriti. Mentre il marito  segnalava il pericolo alle altre auto sopraggiungenti, la moglie,  da buona infermiera, si recava verso l’auto incidentata per prestare le urgenti cure. Nel tornare in macchina, la Samaritana, che pur prudentemente costeggiava il guard-rail, veniva travolta da una Smart di colore scuro che sopraggiungeva a fortissima velocità, in evidente competizione con altra Smart che la precedeva. Tale fu l’impatto che la Samaritana venne sbalzata via,  oltre il guard-rail, con distacco dell’avambraccio sinistro.   Mentre il conducente della Smart fuggiva senza che nessuno dei presenti riuscisse ad annotare il numero di targa, la Samaritana veniva soccorsa e trasportata all’ospedale Cannizzaro di Catania, ove veniva brillantemente curata, comunque riportando postumi invalidanti.

Rivoltasi allo Studio Legale Seminara & Associati, veniva denunziato il sinistro: ma le indagini penali non individuavano il conducente della Smart, e quindi  si concludevano con l’archiviazione in data 25.07.12. Stabilizzatisi i postumi invalidanti, i Samaritani,  sempre difesi dagli avvocati Dario Seminara e Carla Giarratana,  nell’ottobre 2013 citavano in giudizio Il Fondo di Garanzia per le vittime della strada, che, costituitosi, contestava la ricostruzione del sinistro stradale e quindi ogni diritto dei Samaritani. Che però facevano escutere i loro testimoni, che evidenziavano la responsabilità esclusiva del conducente della Smart scura. E quindi, espletata  attenta consulenza medica legale, veniva il 24.12.18   emessa dal Tribunale di Catania  sentenza di condanna del Fondo di Garanzia al risarcimento dell’intero danno sofferto dalla Samaritana, secondo le tabelle milanesi riconosciuto in oltre 400.000 euro.  E pure, per la sofferenza patita nel veder la moglie soffrire, e per la necessità di supportarla,  veniva riconosciuto il danno c.d. di riflesso o di rimbalzo per il Samaritano, valutato in ulteriori 20.000 euro.

Già soddisfatti per aver a suo tempo fatto un’opera buona, hanno i Buoni Samaritani ricevuto un congruo risarcimento. A volte, e per fortuna, la ricompensa per il buon operato giunge in questa vita.

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